giovedì 14 dicembre 2017

A RouleHat Carol: Il Grinch

Ladies and Gentlemen, bentornati per un nuovo "A RouleHat Carol"
"Come il Grinch rubò il Natale" è qualcosa di immortale e parlare in rima oramai è qualcosa di normale.
La malattia del dottor Seuss mi ha colpito e ho solamente un'opzione per poter essere guarito.
Se è vero che "Il passo è breve per passare da Witch a Bitch" non ci rimane altro che guardare "Il Grinch".


La Trama non ha molto di diverso da raccontare, ci sono poche cose che vale la pena affrontare.
Ma se volete scoprirla, non vi rimane che riaprirla (Articolo precedente).

A differenza dell'originale, il film presenta citazioni e riferimenti alquanto deprimenti.
Esplosioni, battute fuori luogo e dialoghi scadenti, vorrei tanto dimenticare quei momenti.

Il trucco per il Grinch mi è piaciuto, ma per i Chi sono dispiaciuto, così spaventosi e a tratti disgustosi.

Adoro Jim Carrey come attore, ma qua è più pazzo di un trattore.

Il sottotesto del consumismo dei Chi è calzante, ma alla fine è buono solo come fertilizzante.

Su Anthony Hopkins come narratore non ho rimpianti, si possono fare battute sul mangiare fegato e fave accompagnate da un buon Chianti.


Il pensatoio mi esplode perciò diamogli la giusta lode.
Un uomo per cui provo una stima maggiore,  ha dato un parere per renderlo migliore.

"Magari lo si può accorciare, di un ora o un paio.
E forse aggiungere colori più chiari per uno sguardo più gaio.
Un attore più mite dovrebbe essere adeguato.
E...ehi, sapete che altro?
Perché non renderlo animato.
Per queste modifiche sono uno che insiste.
Ma aspetta, non ce n'è bisogno.
Già esiste!"

"Il Grinch" è un film godibile, ma compararlo all'originale è qualcosa di impossibile.

Adesso si ritorna come prima, finalmente posso smettere di parlare in rima.

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